May 4

Monti Chiede Consiglio agli Italiani e Io Rispondo

6 Maggio 2012
Attenzione:
il messaggio che segue è stato realmente inviato alla Presidenza del Consiglio, con tanto di mia firma e indirizzo.

Gentili Signori che ci chiedono sacrifici stando coi piedi al caldo,
prima di inoltrarvi un messaggio con i miei consigli, mi pare lecito porvi una domanda:
alla luce della vostra decisione di diminuire le pensioni (le nostre, non le vostre da sessantamila euro), alla luce del fatto che abbiate recentemente sentito l’impellente necessità di nuove auto blu, alla luce del fatto che – per riempire le casse dello Stato – ad aumentare le tasse e ad imporne di nuove sarebbe stato buono anche un bambino di quarta elementare, chiedendoci un consiglio fate sul serio o ce state a pijà pe’r culo?
Cordiali saluti.
Delia Tannino

May 4

Mario Monti in Due Righe

12 Novembre 2011
Voglio dare un’opportunità ai pigri, facendo (eccezionalmente) la pigra io stessa, dunque limitandomi ad un piccolo copia e incolla:
Da Wikipedia:
Mario Monti “È inoltre presidente europeo della Commissione Trilaterale, un gruppo di interesse di orientamento neoliberista fondato nel 1973 da David Rockefeller e membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg“.
La famiglia Rockefeller è nota per essere fra le più ricche del mondo. Davvero delle belle personcine.
Sempre da Wikipedia (giusto per darvi un’idea):
“Nel 1932, John D. Rockefeller nomina William Stamps Farish a capo della Standard Oil. Farish è amico di Hermann Schmitz, capo della IG Farben, e arruola Ivy Lee per una propaganda filo nazista sulla stampa Usa. William Farish è il principale artefice e successivamente gestore del cartello Standard Oil-Farben per la produzione in Germania di benzina sintetica, nafta dal carbone e gas. Le due società avevano in comune vari stabilimenti in Germania e nel resto d’Europa, fra i quali la Deutsche-Amerikanische Petroleum A.G.(DAPAG), nei pressi di Auschwitz, la principale sussidiaria tedesca della Standard Oil. Direttore del DAPAG era Karl Lindemann, membro del Circolo degli Amici di Heinrich Himmler. Auschwitz si trovava nelle vicinanze di ricchi giacimenti di carbone. La IG Farben vi impianta una fabbrica, la Buna Chemical Plant, per la produzione di petrolio e gomma (dal carbone) che impiega i prigionieri dei campi come operai-schiavi che, nel 1944, arrivano ad essere 83.000. La IG Farben detiene tra l’altro il brevetto dello Zyklon B, un pesticida che verrà usato nelle camere a gas dei campi di sterminio”.
Ancora una volta da wikipedia:
“Il Gruppo Bilderberg (detto anche conferenza Bilderberg o club Bilderberg) è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità influenti in campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici.

Dato che le discussioni durante questa conferenza non sono mai registrate o riportate all’esterno, questi incontri sono stati oggetto di critiche ed anche oggetto di varie teorie del complotto“.
Tirate voi le somme.

May 4

Manifesti Manifestano Vizi Manifesti

28 Giugno 2011

Chi non ha visto il manifesto del PD che tanto fa discutere?
Ma sì, “Cambia il vento”, con due cosce che spuntano da una gonnellina rosa che minaccia di alzarsi.
Sia ben chiaro, io non sono una di quelle femministe della domenica che gridano allo scandalo non appena si vedono due centimetri di pelle, spesso perché invidiose perse.
Ad esempio, la polemica che sorse intorno a Lara Croft (protagonista di Tomb Raider) mi lasciò piuttosto perplessa; intendo dire: nel momento in cui ci si scaglia contro un’eroina solo perché oltre ad essere intelligente, acculturata, forte ed atletica è anche molto sexy, chi è che discrimina la donna?
Sia ben chiaro anche questo: difficilmente chi mi conosce personalmente può evitare di collegare la mia immagine a scollature epiche, minigonne, reggicalze e tacchi vertiginosi.
Il mio abbigliamento deve soddisfare il mio senso estetico, non sedicenti concetti di rispettabilità e/o moralità; ma soprattutto, è assolutamente meraviglioso sfatare giorno per giorno i miti della “gnocca senza testa” e della “testa senza gnocca”.
Una vagina, due seni enormi e due gambe niente male possono coesistere con un cervello perfettamente funzionante; è tempo che tutti (dunque anche le donne, che spesso e volentieri son le prime maschiliste) ne prendano atto.

Il manifesto del PD però ha lasciato l’amaro in bocca anche a me, non tanto come donna, quanto come persona che lotta per il cambiamento. Avrei accolto favorevolmente quell’immagine se al giorno d’oggi si rischiasse il rogo per una gonna sopra al ginocchio ma, affiancare a roba trita e ritrita lo slogan “Cambia il vento”, mi fa rivoltare lo stomaco.
Perché non la fotografia a figura intera di un bel trans a cui si sta sollevando la gonna… O magari un uomo in kilt? Perché non una signora grassa con le gambe pelose?
No, meglio andare sul sicuro ed imitare lo stile del premier. In fondo, se sta al potere, evidentemente il popolo lo gradisce.

È passato invece in sordina il manifesto della Pitran (abbigliamento per taglie forti), in cui vengono ritratti un uomo e una donna: lui uomo piacente e decisamente in carne, lei invece ovviamente taglia quarantadue.
Qualcuno afferma che il fatto che la procreazione, in natura, sia possibile solo tramite rapporti eterosessuali, sia la dimostrazione dell’innaturalezza delle relazioni fra persone dello stesso sesso.
Tornando per un attimo alla mia vecchia concezione della divinità come essere personale, io ribatto: Dio ha fatto sì che solo uomo e donna insieme potessero procreare perché altrimenti, da tempo, vivremmo in nazioni separate massacrandoci ai confini, o in alternativa, essendo noi donne fisicamente meno forti, saremmo già state sterminate.

May 4

Goodbye Malinconia – Lettera Aperta a Napolitano

10 Maggio 2011
Gentile signor Presidente,
mi pare innanzitutto corretto presentarmi. Sono Delia Tannino, una ragazza di vent’anni, figlia di Pugliesi migrati a Milano negli anni ’60, alla ricerca di un lavoro; mio fratello maggiore è da qualche tempo emigrato in Russia e adesso con tutta probabilità arriverà il mio turno.
Intendiamoci, io mi sono già trasferita: nove anni fa da Milano alla provincia di Oristano, sette mesi fa dalla provincia di Oristano a Roma;
sa quali sono le differenze, signor Presidente?
Ad Oristano non ci sono posti di lavoro, a Roma invece ce ne sono a volontà… per chiunque abbia 23 anni, sia già laureato, abbia almeno un anno di esperienza lavorativa alle spalle e sia disposto a faticare praticamente a gratis. Se non mi crede le basterà dare una veloce scorsa ad un qualunque sito di annunci.
Sa, signor Presidente, io non sono proprio quella che comunemente si definisce una buona a nulla: mi sono diplomata al Liceo Scientifico, ho pubblicato un romanzo a diciannove anni e sto attualmente scrivendo il seguito, sono una grafica autodidatta, per mettere in piedi il mio sito mi sono con gran successo improvvisata webmistress, il mio Inglese è di gran lunga migliore di quello di molti cosiddetti insegnanti e, pensi, addirittura -a differenza di chi esce dal Grande Fratello e fa una fortuna con le serate in discoteca- parlo divinamente la mia lingua madre;
eppure per me -che non ho nessuna intenzione di lavorare otto ore al giorno per cinquecento euro al mese, o di ottenere un posto, più che entrando nelle grazie del datore, lasciando che lui entri nelle mie– non c’è niente.
Sono una scrittrice che non riesce a trovare un diavolo di impiego per sbarcare il lunario in attesa che arrivi la fortuna; non un posto come cameriera, non un posto come donna delle pulizie, non un posto come commessa, non un posto come aiuto-compiti per qualche liceale… potrei andare avanti all’infinito. Per una giovane che abbia intenzione di lavorare in maniera legale e dignitosa, e che non sia disposta a lasciarsi sfruttare, in questo Paese non esistono possibilità.
Lei lo sa di chi è la colpa, signor Presidente?
No, non è dei fantomatici stranieri; dopo la Seconda Guerra Mondiale trovo a dir poco ridicolo che qualcuno creda ancora a queste favole. I meridionali sono migrati verso Nord, e il Nord è cresciuto; noi Italiani siamo emigrati negli Stati Uniti, e gli Stati Uniti sono cresciuti; degli stranieri arrivano in Italia e l’economia italiana va a rotoli. No, mi spiace, non funziona.
Sono stanca di scuse come questa;
sono stanca di vivere in un Paese in cui i proprietari delle imprese pensano di poter sfruttare i lavoratori, pretendendo poi che quegli stessi lavoratori abbiano il denaro per acquistare i loro prodotti;
sono stanca di una democrazia teorica, che si traduce, in pratica, in una monarchia con pochi re e molti cortigiani;
sono stanca di vivere in un Paese in cui la gente di mattina si chiede quale concorrente sia stato eliminato dall’Isola dei Famosi e non chi abbia eliminato Stefano Cucchi… dalla faccia del pianeta;
sono stanca di vedere lei e altri illustri politici alle manifestazioni che si propongono di onorare la memoria di Paolo Borsellino, quando proprio Borsellino fece il nome del nostro Presidente del Consiglio in un’intervista riguardante i legami fra mafia del Sud e imprenditori del Nord; basterebbe un’occhiata a Wikipedia per scoprirlo;
sono stanca di passare per quella con la puzza sotto il naso semplicemente perché non ritengo né giusto, né normale, dover cedere a sfruttamento e soprusi per poter portare a casa il pane;
sono stanca del Popolo italiano sapientemente ridotto a massa italiana;
sono stanca di avere tutte le capacità e tutta la voglia di raggiungere l’indipendenza economica, ma nessuna possibilità di farcela.
A causa di tutti questi orrori, sia morali che puramente pratici, mi vedo costretta a prendere seriamente in considerazione l’idea di trasferirmi all’estero, proprio come nella canzone di Caparezza, Goodbye Malinconia.
“E chi vuole rimanere, ma come fa?
Ha le mani legate come Andromeda.”
Vede, signor Presidente? Un rapper con i capelli da pagliaccio, in pochi anni di carriera, ha fatto molto più per il proprio Paese di quanto non abbiano fatto, in decenni, i tre quarti dell’attuale classe politica.
Se mai dovesse capitarle di leggere un mio libro, sarà a sua discrezione pensare a me come ad un altro “cervello in fuga” o come a “braccia rubate all’agricoltura in fuga”, ma di fatto, signor Presidente, è pur sempre in fuga che sono.
È di fondo per questo che le scrivo: lei è il Presidente della Repubblica, ma continuando di questo passo, a breve, non avrà più un bel niente a cui presiedere, “tanto se ne vanno tutti, da qua se ne vanno tutti”.
Cordiali saluti,
(cordiali quel tanto che la legge mi impone in virtù della sua carica)
Delia Tannino
P.S. Da Londra, da Helsinki, da Stoccolma o da qualunque città io scelga di far diventare la mia nuova casa, ho tutta l’intenzione di continuare a dare, nel mio piccolo, del filo da torcere ai “pochi re e molti cortigiani” italiani. Di certo non sono Guy Fawkes, ma la storia ci insegna che le parole possono avere una carica esplosiva di gran lunga più spaventosa della polvere da sparo.

May 4

Seri Dubbi

2 Maggio 2011
Notte inoltrata, inoltrata tanto da essere quasi mattina; accendo la televisione ed inizio a fare zapping fin quando non capito su La7. Sta andando in onda In Omnibus, il dibattito ha come temi “Libia, Lega, Nucleare”.
“Bene, stiamo un po’ a sentire che dicono.”
Fra gli ospiti in studio Gasparri, Fioroni ed un esponente della Lega Nord di cui mi sfugge il nome (ma non me ne vergogno: credo sfugga anche a lui).
L’Innominato si lancia in un discorso che recita più o meno così:
“Questo è quello che ha detto Bossi, la posizione del partito al momento è questa, quindi questo è quello che sostengo adesso; se poi Bossi domani dovesse dire il contrario io sosterrei il contrario. Se Bossi dovesse dire che questa giacca è bianca (La giacca da lui indossata è grigio scuro. ndD), io direi che questa giacca è bianca, perché io sono della Lega Nord e se sono qui è grazie alla Lega! Ventuno anni di volantinaggio e di attaccare i manifesti me lo hanno insegnato!”
E qui mi sorgono principalmente due seri dubbi:
1-E io che cazzo ti pago a fare?
Per carità, viva la sincerità; almeno tu a differenza di altri ammetti di seguire ciecamente chi sta a capo del partito. Ma se di base il tuo pensiero non conta una beneamata, fai semplicemente da altoparlante umano a Bossi e la tua rilevanza politica è pari a quella di quando facevi volantinaggio e attaccavi i manifesti, per quale ragione devo metterti in mano millemila euro al mese e non 20 al giorno?
2-Di che ti vanti?
A prescindere dal personale orientamento politico, ammettere di ripetere a pappagallo qualunque cosa dica qualcuno, dovrebbe far provare vergogna a qualsiasi essere umano degno di essere ritenuto tale.

Insieme ai due seri dubbi arriva però anche una rinnovata certezza: l’Italia è un Paese profondamente mafioso.
“Ho fatto carriera grazie a X, quindi eternamente seguirò X dovunque mi conduca” è infatti un ragionamento strettamente mafioso, ed il fatto che a farlo sia un esponente di uno dei partiti che costituiscono la maggioranza dovrebbe far riflettere.
Ma in realtà non c’è bisogno di ascoltare un politico per accorgersene, basta guardarsi intorno e prestare attenzione alle piccole cose che compongono la quotidianità. Non mi lancerò in una commovente, inutile ed omertosa condanna alle istituzioni mafiose; preferisco limitarmi ad un semplicissimo invito: smettiamola. Ognuno di noi cerchi di uscire da questa ottusa logica dei favori e delle conoscenze e cerchi di arrivare a ciò che vuole per le proprie capacità; non raccontiamoci che a “noi buoni” serve una spinta per rimetterci alla pari con il resto del mondo, brutto cattivo e disonesto, perché le scuse Moggi style non portano da nessuna parte.