April 20

Eroismo a babbo di minchia – Wikidelia

WikideliaEroismo a babbo di minchiaEroismo

“Io mi faccio il culo dalla mattina alla sera!”
“Non puoi capire…”
“Io mi alzo alle sette tutte le mattine!”

-Citazioni tipiche di soggetti affetti da eroismo a babbo di minchia

Normalmente, quando si parla di eroismo a babbo di minchia, ci si riferisce ad un atteggiamento mentale secondo cui un individuo costantemente si sopravvaluta e, naturalmente, costantemente sottovaluta gli interlocutori.
Nello specifico, la persona affetta da eroismo a babbo di minchia, è convinta di essere l’unica al mondo ad aver compiuto sacrifici o ad avere vissuto situazioni più complicate della rottura di un’unghia.
Particolari sintomi ricorrenti di tale disturbo sono:

  • convinzione irremovibile che la propria vita sia e/o sia stata più complicata di quella altrui;
  • convinzione irremovibile di essere gli unici a “farsi il culo”;
  • dare per scontato di poter ricostruire il vissuto dell’interlocutore, anche senza averlo mai visto in faccia.
    Anche senza conoscerne il nome.
    Se la discussione si svolge su un social network, anche senza aver letto ciò che ha scritto;
  • l’abitudine di rinfacciare ad altri compiti svolti, nonostante essi non siano mai stati richiesti, né implicitamente né esplicitamente, e nonostante gli altri non ne trarranno alcun beneficio, né in questa vita né in una delle prossime.

Al momento la scienza non ha ancora scoperto alcun rimedio all’eroismo a babbo di minchia, tuttavia in tutto il mondo si organizzano gruppi di preghiera affinché tutti coloro che ne sono affetti implodano.

[Picture by Cylent Shadow, Deviant Art]

April 4

Quando il Bullo Ti Assomiglia

In questi giorni ha fatto molto scalpore la notizia che le mamme di alcuni bulli, beccati dalla preside della scuola a causa di un video che – con la furbizia che spesso caratterizza i prepotenti – loro stessi avevano caricato su internet, si siano schierate dalla loro parte.
Le motivazioni son quelle di sempre: “Ma sì, son ragazzi”; “Era solo uno scherzo”.

Io dico: perché stupirsi?
Indignarsi è giusto e doveroso, ma dove trova spazio lo stupore in questa faccenda?
Se un ragazzo è venuto su abbastanza prepotente ed abbastanza insensibile da denudare un compagno, insultarlo, spargere il video ai quattro angoli della terra, e credere che sia divertente, probabilmente è avvenuto col benestare dei genitori; forse un benestare non lieto, forse un benestare fatto tutto di passività e di battaglie date vinte per pigrizia, ma pur sempre di benestare si tratta.
Al di là della mancanza di volontà di affrontare i propri fallimenti come genitore, e al di là di una presunzione immotivata (capace di convincere persone adulte – legalmente riconosciute come capaci di intendere e di volere – che un individuo sia splendido e degno di adorazione solo perché frutto delle proprie ovaie o dei propri testicoli), la questione si risolve ad un concetto semplice e tremendamente triste: quei ragazzi non si sono messi nei panni di chi hanno torturato ed umiliato, proprio come alcuni dei loro genitori non si mettono nei panni dei genitori di chi quel torto l’ha subito. Molto probabilmente loro, al posto di una semplice sospensione, avrebbero preteso su un piatto d’argento la testa del carnefice del proprio povero bimbo. Riescono a vedere se stessi in un piccolo oppressore, perché l’hanno generato, ma non riescono a vedere se stessi in un altro genitore, non riescono a vedere se stessi in un altro essere umano in quanto tale.

Le mie condoglianze a chi fa di tutto per crescere un figlio nel rispetto degli altri, ma vede il suddetto figlio – ad un certo punto – scegliere un’altra strada; ma un forte invito a farsi un esame di coscienza (o anche due) a chi si limita a dire o a pensare che “tanto son solo ragazzi”. Aggiungo anche che forse sarebbe il caso di aprire un dizionario e leggere attentamente cosa viene riportato alla voce: “trauma”.

La decisione di non avere figli, soprattutto quando a prenderla sono le donne, sembra fare tanta paura e creare tanto disagio; a me, onestamente, fa più paura questa sciagurata categoria di donne che difendono a spada tratta i propri figli, qualunque cosa facciano, accanendosi contro chi svolge il proprio ruolo di educatore.
Insomma, più che l’idea di un’umanità meno numerosa, mi spaventa l’idea di ritrovarmi in mezzo ad una manica di stronzi.

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March 19

I Dieci Video Musicali Più Belli

Giusto perché si sentiva l’esigenza dell’ennesima classifica inutile, ecco di seguito la mia top ten:

10 – Fuck You – Lily Allen
Lily gira per la città deformando chiunque non le vada a genio.
Leggero, liberatorio, incarna il sogno di tutti (che non tutti sapevano di avere) ed è davvero ben realizzato.

9 – What You Waiting For – Gwen Stefani
Gwen è vittima del blocco dell’artista, decide quindi di rivolgersi ad una clinica specializzata. Sì ritrova prima improvvisamente nel suo studio, poi, cadendo da una sedia, viene catapultata nel mondo di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Coloratissimo, splendidi costumi e regia impeccabile.

8 – Outside – George Michael
Il video denuncia più simpatico che si sia mai visto. Coppie di ogni genere si amano in qualunque posto immaginabile, subendo dura repressione da parte della polizia. Include alcune delle scene più gay del mondo.

7 – Everybody’s Fool – Evanescence
La lotta interiore di una diva. Non siamo tutte dive, ma tutte sappiamo come ci si sente a dover sorridere perché si è sotto gli occhi di tutti.

6 – Join Me (in Death) – HIM
Non c’è una vera e propria trama, ma a farla da padrona è l’estetica dal gusto assolutamente gotico. Curioso che in questo video compaia una delle modelle che vediamo anche in Outside, di George Michael, abbiagliata pressappoco allo stesso modo.

5 – Funeral of Hearts – HIM
Difficile raccontare meglio la bellezza magica e melanconica della Finlandia.

4 – Strange World – Kè
Metafora impeccabile di come il sistema odierno sfrutti il nostro egocentrismo per ingabbiarci.

3 – When You’re Gone – Avril Lavigne
Un video capace di far piangere chiunque abbia perso qualcuno, dai quindici anni ai novanta.

2 – Remember the Time – Michael Jackson
Michael, Eddie Murphy, l’antico egitto, un amore (forse) impossibile, magia ed effetti speciali che all’epoca erano da urlo. C’è bisogno di aggiungere altro?

1 – Someday – Flypside
In cima alla classifica questo piccolo capolavoro passato, almeno in Italia, in sordina.
I desideri di molti, che anno poco o niente, vengono annientati dal desiderio di chi invece ha già tutto. Attori bravissimi e grande soggetto, realizzato al meglio grazie a trovate non da poco, come ad esempio il riuscire a dare un volto a “chi ha tutto” in maniera chiara, ma senza scadere in luoghi comuni.

Qual è invece la vostra top ten?

February 22

La Tomba – Lettere ad un Artista

TombaArriva, nella vita di ogni onesta ombra, il momento in cui – spalle al muro – ci si domanda fino a che punto il proprio male sia l’effetto delle azioni altrui e dove si cominci invece ad esserne la causa.
Sono viva ed in buona parte colpevole della mia dipendenza dal tuo percorso.
E come festeggiare questa consapevolezza, se non danzando?
Al suono di una fisarmonica ballo e sputo sulla tua tomba, poi m’inginocchio e piango, poi il pianto si trasforma in risata isterica; mi alzo e riprendo a ballare.
Tanto quella tomba è vuota: tu sei vivo e vegeto, e la tua voce ancora mi tormenta. Ballo, rido e urlo forte abbastanza da sovrastarla.
Un giorno forse mi finirà il fiato e sarò io a finire in quella tomba, vittima di un funerale anticipato che solo per disperazione ho provato a celebrare.

February 14

Non È un Paese per Esseri Umani

Quella di Salvatore Parolisi, secondo la Cassazione, non è stata crudeltà.
Ha ammazzato la moglie con trentacinque coltellate, ma evidentemente deve averlo fatto con grande empatia.
Berlusconi non è un mafioso.
È un uomo che si è fatto da solo, con un aiutino da parte della Famiglia.

L’Italia è quel Paese in cui si offre comprensione ad Erika, che, poverina, uscita dal carcere dopo aver massacrato la madre ed il fratellino – in un momento in cui nemmeno chi parla sette lingue ed è laureato ad Oxford riesce a trovare un posto di lavoro – s’è lamentata di non riuscire a trovare un impiego.
Prontamente un imprenditore dall’animo nobile le ha offerto una possibilità.
L’Italia è quel Paese in cui avendo trucidato la tua famiglia te ne vai in giro inseguito dai paparazzi, perché tutti vogliono sapere cosa pensi e quali siano i tuoi progetti, mentre spesso e volentieri alle trans – per portare a casa la pagnotta – non resta altra opzione che la prostituzione, mentre a scuola vieni deriso o addirittura violentato perché sei un ciccione.

È insostenibile questa “morale” secondo cui la brutalità ti rende una star, mentre devi chiedere scusa per il tuo orientamento sessuale, per il tuo abbigliamento, per il tuo peso, per il tuo credo o per l’assenza di un credo, per le tue speranze, per la voglia di reclamare i tuoi diritti.

L’Italia non è un Paese per esseri umani, ed io non chiedo scusa.

February 4

Un Po’ di Cavoli Miei

A volte mi scordo del fatto che un blog sia anche, semplicemente, un diario online; poi però me ne ricordo, infatti eccomi.
Cos’è successo nell’ultimo periodo?
image201501140016Mi son dedicata prevalentemente a studio, musica e vita personale piuttosto che alla scrittura. Mi sono sentita, in tutta onestà, fortemente demotivata, perché un mondo in cui scritori di talento pubblicano a proprie spese, mentre nelle sale cinematografiche viene proiettato il film tratto da Cinquanta Sfumature di Grigio – per una scrittrice – è davvero demotivante.
Arrivi a chiederti se quello che fai possa davvero fare la differenza, soprattutto in un Paese in cui la gente non vuole leggere neppure quando il materiale è disponibile gratuitamente.
Dopo mille paranoie e mille capitoli non scritti (non per mancanza d’ispirazione, ma a causa dell’opprimente senso d’inutilità), mi sono risposta che non mi è dato sapere se effettivamente quello che scrivo faccia – o farà mai – la differenza nella vita degli altri, ma di certo fa la differenza nella mia. Per questo non posso appendere la penna al chiodo, nonostante a volte vorrei davvero esserne capace.
Mi sono ritrovata, la notte, a sognare di fare esattamente le stesse cose che faccio durante la giornata, ed essendo abituata a creature magiche, ad avventure assurde ed inquietanti, ad incontri meravigliosi e terribili, la diagnosi per quanto mi riguarda è inequivocabile: la disillusione e la ricerca di stabilità cominciano ad avvelenarmi la fantasia; ma non starò a guardare, non oltrepasserò la linea, continuerò piuttosto a cercare di trascinare il mondo dalla mia parte.
Non me la sento di portare avanti Desperate Housewriter, almeno per adesso; non mi va di forzarmi, piuttosto voglio scrivere quel che sento di dover scrivere. Lascerò online il trailer e i due capitoli pubblicati, perché trovo in tutta onestà che si tratti di qualcosa di carino e di simpatico, ma io ho bisogno di tornare alla narrativa; ho bisogno di Rabies e di Desdemona, e forse in qualche modo anche loro hanno bisogno di me.
Ho voglia di fare di più e di fare meglio, ho voglia del profumo di pagine appena stampate.
Come andrà a finire?

“Prendimi, prova a prendermi
a bruciare le mie partenze adesso
Muoviti tra le rapide del mio vivere
con la mia esperienza
Provaci a raggiungermi
con il peso dei tuoi rimpianti addosso
Facile, troppo facile, giudicare e poi
non buttarsi in gioco mai…

Provaci a riemergere
da quei sogni che
il tuo silenzio ha ucciso
Che ne sai dell’origine delle lacrime
se non ha mai pianto?
Provaci a scommettere
che al traguardo tu non sarai secondo
Agile è quest’anima
non puoi vincerla
non la puoi ingannare più
Prova a prendermi…”

Renato Zero, Prendimi

November 14

Una Sola Risposta – Lettere ad un Artista

Tuttavia, mio caro, da ombra troppo impegnata a giurare e spergiurare la propria dedizione nello starti accanto, ho trascurato un aspetto fondamentale: il modo in cui infetti la mia mente, in cui tu mi perseguiti anche nei rari momenti in cui – come adesso – mi nascondo in macchie di luce proiettate da soli veritieri e nobili, comunque destinati a collassare poiché diversi dal sole nero.
Le ombre come me provengono da un universo in cui esiste una sola risposta giusta, ahimé, e sono consapevole del fatto che la vita non verrà risparmiata alla stella che in questo frangente mi nutre.
Voglio ad ogni modo che tu sappia che non ti odio per questo, e neppure ti odio per il rancore nei miei confronti, che sorge guardandomi mentre mi abbevero ad una sorgente di luce.
So che non conosci il vuoto che sei in grado di lasciare, tanto quanto non conosci la profondità dei sentimenti che sei in grado di suscitare; altrimenti non dubiteresti, sapresti che l’amore che ti porto è parte della mia identità.
Cullerò anche la tua rabbia e la tua delusione, in attesa che si affievoliscano come il pianto di un infante.
Sono un’ombra ben più persistente del tuo lato oscuro.Sole

October 1

La Piaga New Age

ChopraImmagine cordialmente rubata alla pagina facebook I Fucking Hate Pseudoscience.
A sinistra la copertina di un vecchio libro di Deepak Chopra, con una sua foto.
“Corpo Senza Età, Mente Senza Tempo
Un’Alternativa Pratica all’Invecchiamento”
A destra Deepak Chopra com’è oggi.

 

Un articolo del genere, forse, non ce lo si aspetta da una come me: scrittrice prevalentemente fantasy, appassionata di mitologia ed esoterismo; invece, paradossalmente, è proprio il mio amore per queste tematiche a portarmi ad affrontare la questione.
Detesto profondamente la New Age, e più vado avanti con i miei studi in ambito esoterico, più la detesto.

Ma procediamo con ordine: cos’è la New Age?

  • Principi antichi quanto il mondo scotti, rimestati fino allo snaturamento e ricoperti da una polverina scintillante (la magica frase: “È alla portata di tutti!”);
  • seminari su come imparare a vedere il colore dell’aura altrui;
  • manuali su come bloccare in tronco l’invecchiamento del corpo (è ovviamente tutta una questione psicologica, al massimo alimentare, in culo alla genetica!);
  • ricollegare tutte le malattie del mondo alle case farmaceutiche e alle industrie alimentari, ignorando bellamente il fatto che prima della loro nascita la vita dell’uomo fosse mediamente molto più breve;
  • vuoi comprendere i misteri più reconditi delle filosofie orientali? Non c’è problema: a raccontarti millenni di evoluzione di culture diverse (che grazie alla tua ignoranza non distingui, ma tanto quelli là hanno tutti gli occhi a mandorla, quindi sarà la stessa roba) ci pensa un qualunque autore americano, tramite il suo nuovo opuscolo tascabile! (Venduto alla modica cifra di un miliardo diDDollari);

Venghino signori, venghino!
In tutto questo però, ovviamente, chi crede nella Bibbia e nella classica concezione occidentale di Dio è un povero idiota.

È meravigliosa (e a mio parere condicio sine qua non dell’evoluzione dell’uomo) l’idea di partire dall’antico per incamminarsi verso il futuro. Biasimo il movimento New Age per gettato, spesso in malafede, del ridicolo su una volontà sacrosanta, che è quella di trovare le proprie radici per guardare avanti con serenità.
Persino qualche laureato ad Oxford si è macchiato della colpa di aver abusato della credulità popolare per riempirsi le tasche, perché si riesce sempre a trovare qualcuno con la voglia di credere che la ricerca della felicità possa passare attraverso un manuale scritto in maniera elementare (eccezion fatta per i passaggi che devono rimanere oscuri, onde evitarne la confutazione).
Ma perché sorprendersi?
In fondo questo non è l’equivalente spirituale di un fast food?
E i manuali di “self-help” non sono forse la psicologia dei poveri?

Esistono molte interpretazioni della storia della cacciata di Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden, ma la mia preferita è quella che mi è capitato di ascoltare qualche anno fa in un’intervista a Moni Ovadia: Adamo ed Eva vennero puniti per essere stati talmente stupidi da credere di poter ottenere la conoscenza semplicemente mangiando un frutto.

La spiritualità e la cultura per tutti sono una menzogna, una becera strategia di marketing.
La spiritualità e la cultura sono per chi ha voglia di farsi un culo a capanna, d’impiegarci tempo, concentrazione e riflessioni.
Né l’una né l’altra cosa deve necessariamente interessare a tutti, dico davvero. Non ho mai sognato di costringere qualcuno a leggere tomi di migliaia di pagine; non lo farei nemmeno se avessi la bacchetta magica. D’altro canto però parte integrante della crescita di un individuo è il riconoscimento dei propri limiti, che non sempre sono segnati da mancanza di capacità, ma possono essere designati anche da una semplice mancanza d’interesse o di volontà di apprendere; ragione in più per cui in pochi mi fanno saltare i nervi come i tuttologi.
C’è solo una cosa più triste di chi legge e studia esclusivamente per sbattere la propria cultura in faccia agli altri: chi cerca di sbattere in faccia agli altri una cultura che non ha.

La New Age, ahimè, è solo l’ennesima falsa promessa a sfondo commerciale di ottenere in un battito di ciglio ciò che in realtà, se tutto va bene, si ottiene grazie ad una vita di sforzi.

 

 

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September 7

Settembre – Lettere ad un Artista

soleneroE così è giunto il vero inizio dell’anno: settembre, con le foglie che cominciano ad ingiallire e nell’aria il profumo di libri appena stampati.
Per noi che viviamo sul tetto del mondo significa anche l’arrivo del buio, ma per adesso si tratta di un’oscurità timida, ancora distante da quella che durante l’inverno tenterà d’ingoiarci.
Tanto non ce la farà; come ogni anno schioccherà le ganasce a vuoto, senza sfiorarci, perché costantemente ci scalda dall’interno il fuoco del sole nero, mentre dall’esterno il chiarore della luna nera ci indica la via.
È sempre stato così, ed è da sempre questo ciò che abbiamo cercato di mettere in parole e musica, persino quando non ce ne rendevamo conto.
In qualche modo so che le ombre di settembre mi permetteranno di strisciarti accanto.
In qualche modo so che l’eco della tua voce arriva a me perché vi è indirizzata, tutt’altro che distratta.
Mi crogiolo nella bellezza della distanza fra speranza e consapevolezza, perché quando si tratta di te io so.
Sei un ritornello già ascoltato un milione di volte ma di cui mai mi stanco;
sono un motivo appena sbocciato che canticchi sommessamente, senza neppure accorgertene.
Verrà il giorno in cui sentirai il bisogno di appuntare le note su un pentagramma e di trovare le parole giuste per me.
Quando accadrà sarà senz’altro settembre, perché per me sarà l’inizio dell’anno, e nell’aria si sentirà odore d’inchiostro fresco.

July 10

Chi Ti Fa del Male Non Esiste – Lettere ad un Artista

InscribedChi ti fa del male non esiste.
La tua immaginazione è una lama a doppio taglio, un pennello con cui dipingi vivide immagini che commuovono il tuo pubblico, lo stesso pennello che usi per ritoccare – fino allo snaturamento – l’immagine della possessività di chi ti sta accanto, scegliendo di farla diventare amore.
Le scenate di gelosia si trasformano in moti d’affetto, e tu metti in atto l’abominevole metamorfosi con una bontà e una mancanza d’onestà che m’incantano e m’intristiscono.

Quando hai deciso di piegarti in questo modo?
Quando hai deciso che il bisogno debba essere più forte della tua dignità?
E se non l’avessi fatto, se la tua innocenza e la tua rinuncia non avessero gettato me – ombra che t’accompagna – in estasi e sconforto, passerei le mie nottate a scriverti lettere?
Mi rispondo di sì perché – prima di essere ombra che striscia fra le tue ombre mescolandovisi – io sono ombra proiettata dall’immensa luce che è in te; dunque, avendo bisogno della luce che il tuo cuore scaturisce (posso quasi vedere le spine che lo circondano), nell’odio più profondo per chiunque cerchi di spegnerla o sia di tanto in tanto responsabile del suo affievolirsi, io chiudo gli occhi e decido che chi ti fa del male non esiste; li tengo chiusi a lungo, senza dubitare del fatto che, quando li avrò riaperti, il Diavolo sarà scomparso.
No, non per terrore chiudo gli occhi, ma per trovare la concentrazione che una magia di tale portata richiede.
Far scomparire il nemico è di tutte le magie la più sublime:
una sparizione; un’affermazione di potere; una cura al dolore, tuo e mio; annientamento della distanza fra volontà e realtà; una magia fatta di gioia pura, incandescente e violenta; una magia senza lacrime.