February 19

Preti Pedofili? Non Solo Mele Marce

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Copyright dell’immagine: Getty Images/IStock



Attenzione: nel post che segue si fa riferimento a violenza e abusi sessuali.

Probabilmente è un limite mio, ma faccio veramente molta fatica a capire chi sostiene la chiesa cattolica. Non parlo della fede, dell’essere cristiani, ma nello specifico del sostenere la chiesa cattolica come istituzione.
Stamane ho finito di guardare la serie-documentario “The Keepers”, su Netflix.
In breve: nel 1969 Cathy Cesnik, una suora nemmeno trentenne, viene assassinata. Insegnava in una prestigiosa scuola cattolica.
Negli anni 90 viene fuori che, appena qualche mese prima dell’omicidio, un’allieva le aveva confidato di venire stuprata da “padre” Maskell. Le testimonianze parleranno purtroppo sia di altri stupratori che di altre vittime. Sono racconti che fanno accapponare la pelle, soprattutto perché Maskell non era un capoccia intonacato qualunque, ma un laureato in psicologia.
Decine di persone raccontano di essere state molestate e/o stuprate da lui in giovane o giovanissima età, eppure l’arcidiocesi non lo accuserà mai ufficialmente di nulla. In compenso arriverà ad offrire un totale di quasi mezzo milione di dollari alle vittime.
Trasferirlo a seguito della prima denuncia da parte di una madre (negando però che questa denuncia sia mai avvenuta), non accusarlo mai ufficialmente, offrire soldi alle vittime, anche davanti alla possibilità che sia stato direttamente coinvolto in un omicidio: queste le mosse della chiesa.
A seguito di un appello delle vittime perché i tempi di prescrizione vengano allungati e le testimonianze vengano prese in considerazione nonostante siano passati molti anni dagli abusi, la scena che più di tutte mi ha fatta infuriare: i rappresentanti della chiesa cattolica (l’avvocato Kevin Murphy e Alison D’Alesslessandro, direttrice responsabile arcidiocesana per la protezione di bambini e giovani) che, dopo aver ascoltato i racconti, placidamente replicano opponendosi alla proroga, prima di tutto perché i ricordi devono essere freschi e non si può rischiare di parlare male di chi è morto o scomparso, dunque non ha più modo di difendersi, e in secondo luogo – qui viene il bello – per spronare gli abusati a parlare subito, evitando nuove violenze su nuove vittime.
Sì, avete capito bene: secondo i rappresentanti della chiesa cattolica la colpa degli abusi sulle vittime successive non è di chi invece di denunciare ha trasferito, e di chi a distanza di decenni continua a insabbiare, bensì delle persone troppo traumatizzate e spaventate per parlare prima; tutto questo, lo ricordiamo, con un omicidio di mezzo.

Non tutti i preti sono pedofili, né responsabili di omicidi, Cathy stessa era una donna di chiesa. La prossima volta in cui la RAI vi fa vedere uno spot con la musichetta strappalacrime, in cui si dice che la chiesa cattolica ha bisogno dei vostri soldi per aiutare le piccole missioni, ricordatevi però che ne ha bisogno anche per pagare la gente che dice e fa di queste porcate, che cerca di impedire modifiche alle leggi che aiuterebbero le vittime ad ottenere giustizia, perché evidentemente difendere chi abusa è più importante.
I preti pedofili saranno pure mele marce, ma il lavoro di copertura avviene invece a livello istituzionale, in maniera sistematica, ed è dovere di tutti smettere di finanziare questo circo degli orrori. Non ha senso definirsi cristiani se si è più attaccati ad un’istituzione che alla giustizia.



Posted February 19, 2021 by Delia in category "Uncategorized

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