May 4

Le Mani Sporche del Sangue di Falcone e Borsellino

23 Maggio 2012
Falcone e Borsellino sono fra i miei eroi, gli eroi di cui mi ricordo tutto l’anno; per chi mi conosce non è affatto un mistero.
Scrivo questo articolo col computer poggiato sul tavolo della cucina, mentre davanti a me scorrono le immagini delle partita-commemorazione della strage di Capaci.
Mettendo per un attimo da parte la mia vena polemica, vorrei poter essere autenticamente felice di certe manifestazioni, ma non posso, l’amarezza è troppa.
Sarà che, senza permettermi anche solo di pensare di poter scavalcare i sentimenti dei loro famigliari, le loro figure suscitano in me non semplice ammirazione, ma un profondo senso di affetto, un po’ come quel moto – in un angolo del cuore – che scatta quando ci si trova davanti alla foto del nonno fantastico che non si è fatto in tempo a conoscere, ma che vive attraverso i racconti dei genitori e degli zii.
Non crediate che faccia del sentimentalismo, ma mi vengono le lacrime agli occhi guardando Manfredi e il piccolo Paolo.

Al tempo stesso però mi si accartoccia lo stomaco per la rabbia, perché dopo la partita deve esserci il salotto da Vespa.
Come si commemorano due uomini del genere?
Ma andando a parlare di loro a casa di chi si è sempre piegato a novanta gradi davanti a blasonati mafiosi, naturalmente!
Scusatemi, ma io non ce la faccio, e non è questione di essere “di destra” o “di sinistra”.
Sta di fatto che ci riempiamo la bocca con parole come “strage di Stato”, ma forse dovremmo cominciare a parlare anche di “strage di Paese”.
Se la mafia che è riuscita ad entrare in politica è responsabile delle loro morti, complice è chi si è recato alle urne senza informarsi sui trascorsi dei candidati. Ad essere sporche del sangue di Falcone e Borsellino sono le mani di buona parte degli Italiani, che hanno organizzato e organizzano manifestazioni di facciata, permettendo poi ad individui come Berlusconi e Dell’Utri di stare al potere, sputando sui sacrifici di chi nella lotta contro la mafia ha perso la vita, e sul dolore delle loro famiglie.
Borsellino e Falcone non vivono nel salotto di Vespa; vivono nel cuore e nella mente di chi sceglie secondo coscienza etica e politica, e non in base al sorriso del candidato; vivono nel cuore e nella mente di chi prende sulle spalle il peso dell’andamento del proprio Paese, invece di continuare a campare di un’indignazione retorica.



Posted May 4, 2014 by Delia in category "Pollitica

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