October 27

L’Immagine di Anna Frank con la Maglia della Roma: Che C’È di Male? – Anne Frank Wearing a Roma Shirt: What’s Wrong About It?

(English Below)

Non vivendo in Italia da qualche anno, il modo in cui mi arrivano le notizie è spesso assai curioso: prima leggo i commenti e le opinioni personali, poi vengo a sapere di cosa si stia effettivamente parlando.
Quando ho letto di adesivi con un fotomontaggio in cui Anna Frank indossa la maglietta della Roma, ingenuamente, ho pensato che i tifosi della Roma – storicamente in conflitto con quelli della Lazio, notoriamente perlopiù simpatizzanti dell’estrema destra – avessero utilizzato l’immagine di Anna Frank per insultare i loro avversari, dando loro dei nazisti.
Invece no, a quanto pare per gli standard odierni questo sarebbe stato ancora troppo corretto: sono stati taluni laziali a credere di insultare i romanisti dando loro degli ebrei.

Il problema non è fare dell’umorismo su tematiche scomode; lo dico da figlia di testimoni di Geova, cresciuta con la consapevolezza che nascere una cinquantina d’anni prima (storicamente uno sputo), avrebbe potuto significare finire come Anna Frank.
Si ride della morte, si ride del razzismo, si ride della sofferenza, perché – come ho imparato dal buon Gioele Dix – la tragedia e la commedia affondano le radici nello stesso terreno: l’errore.
La volgarità, è tutta qui: nel credere che sia legittimo utilizzare “ebreo” come un insulto, nell’arrogarsi il diritto di decidere come gli altri debbano essere e nel tentare di annullare il senso della sofferenza altrui, rifiutando persino la magra consolazione della lezione che dovremmo aver imparato dopo tutto l’orrore perpetrato.
Non è la tematica su cui si possa scherzare a rendere l’umorismo becero, ma l’assecondare idee violente, idiote e prive di fondamento.
D’altronde, se questo è il concetto di comicità della feccia nazifascista, non fa altro che dimostrare la superiorità degli Ebrei: il loro umorismo infatti, per tradizione, raggiunge ben altri livelli.

English

Having not been living in Italy for a while, it’s actually funny how I come to know about news: very often, first I read comments and opinions, and only afterwards I actually read what people are talking about.
When I read that someone edited a picture in order to make it look like Anne Frank were wearing a Roma shirt, probably being naïf, I immediately thought that some Roma’s fans – whose arch enemies are Lazio’s fans, among whom there are many people who sympathize with the extreme right wing – had been using Anne’s picture to insult their rivals, accusing them of being nazis.
But no, apparently, according to nowadays standards, this wouldn’t have been enough. It was actually some Lazio’s fans, using her picture to insult their rivals, accusing them of being Jews.

The problem is not making jokes about terrible things; and I’m saying it being born in a Jehovah Witness family, having always known that being born fifty years earlier – not that long, if you think about it in historical terms – might have been enough to end up like Anne Frank.
We laugh about death, racism and suffering because – as I learned from the good old Gioele Dix – tragedies and comedies are born from the same source: the mistake.
To make the thing trivial is the arrogance to think to have the right to use the word “Jewish” as an insult, to tell others what they are supposed to be, to try to take away the meaning from someone else’s suffering, refusing to do the only good thing we might do with the horrible things happened, which is to learn from them.
To make this “humor” cheap is not the topic, but it’s the fact that it supports violent, stupid and illogical ideas.
If this are the best jokes the nazi-fascist pieces of trash can come up with, they’re just proving once again the Jews to be superior: their humor, by tradition, reaches as a matter of fact other levels.


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Posted October 27, 2017 by Delia in category "Uncategorized

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