January 19

Colonia ed altre puttanate

Ci sono momenti in cui si fa sentire la nostalgia dei tempi in cui, per rendere pubblico un pensiero, ci si doveva preoccupare di articolarlo e di portare motivazioni decenti a suo sostegno; questo è uno di quei momenti.
Come tutti coloro che hanno accesso ad una connessione internet, dalla notte del 31 dicembre ad oggi ne ho lette di tutti i colori: dalla becera propaganda forzanovista che – tanto per cambiare – propone la destra estrema come unica difenditrice contro la minaccia straniera, a dei sinistrini che fanno rivoltare i partigiani nella tomba con giustificazioni assurde. M’è capitato di leggere, riguardo ai fatti di Colonia, che per capire l’evento sia necessario contestualizzare e prendere in considerazione che – fra le altre cose – gli immigrati colpevoli abbiano certamente sofferto di carenza d’affetto.
Amica lucidità, dove sei? Perché ci hai abbandonato?
Se la violenza sessuale fa schifo, allora fa schifo sempre e comunque. Proprio perché un essere umano è un essere umano a prescindere dal proprio luogo di provenienza, è doveroso riconoscergli la stessa responsabilità che si riconosce agli altri nel momento in cui si macchia di una colpa. D’altro canto però, non è accettabile che la nazionalità possa venire considerata un’aggravante, giacché in tal caso il problema non sarebbe più la violenza in sé, ma la volontà di aggiudicarsi il possesso delle donne molestate.
C’è stato un post di cui ho letto solo il titolo, e lì mi son fermata, forse a torto, ma si parlava di un uomo che chiedeva scusa da parte di tutti gli uomini per la violenza perpetrata nei confronti delle donne, e nonostante la nobile intenzione la sola idea è bastata a farmi venire il sangue alla testa.
Io sono italiana ma non chiedo scusa per la mafia, né per vent’anni di fascismo; ascolto metal ma non chiedo scusa per quel che fecero anni fa le Bestie di Satana; sono un’immigrata in Finlandia ma non mi sogno di chiedere scusa ogni volta che un immigrato combina qualcosa da queste parti; tutto ciò per un semplice motivo: io non ho niente a che fare con questa gente, e sono responsabile solo di quello che faccio o che non faccio io, in prima persona;  se mai avrò dei figli, sarò responsabile di ciò che insegnerò loro, ma mai e poi mai mi prenderò la responsabilità di cose che non ho fatto, in cui non mi riconosco e non mi riconoscerò mai.
In tutto il mondo persone appartenenti alle categorie più disparate lottano per la propria libertà, per il riconoscimento dei propri diritti, e non saranno ulteriori pregiudizi ad aiutalrle, o ad aiutarci. Non ci salveranno i bruciachiese, né quelli che giustificano a tutti i costi, né i forzanovisti, né la grottesca caricatura del femminismo che vuole gli uomini colpevoli a prescindere. Solo l’amica lucidità può farcela.



Posted January 19, 2016 by Delia in category "Dog-ma

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