September 20

Dieci Cose che Odio

AngrySarà colpa del tempo grigio, o forse sarà colpa del fatto che stia passando il sabato a casa a causa degli acciacchi, ma sento nel profondo che è giunto il momento di stilare questa classifica.
Ognuno ha i propri demoni, ma ogni tanto ci tocca subire anche quelli degli altri, e ciò che ne risulta è un prepotente roteamento di coglioni.
Signore e signori, che il circo della bile abbia inizio!

10 – Quelli che ti parlano durante i concerti
Tu sei lì ad un concerto, che magari hai aspettato per mesi e che ora sei fermamente intenzionato a goderti, ma il pericolo è dietro l’angolo: c’è qualcuno che non comprende che per te quello non sia un evento sociale; se solo fossi abbastanza ricco, infatti, pagheresti la band o l’artista per suonare nel salotto di casa tua, ma dal momento che non sei Briatore ti tocca condividere la performance con il resto del mondo. A qualcuno sfugge che comunque tu sia lì per ascoltare musica, e non per ascoltare lui o lei (più spesso lei) blaterare riguardo a qualunque altra cosa.

“Porcoddue, chiudi la bocca, che questa è la mia canzone preferita!”

9 – Sorpassi o rallentamenti alla fine delle scale mobili
Esiste gente che quotidianamente ti fa rischiare la vita pensando bene di sorpassarti e piazzartisi davanti proprio alla fine delle scale mobili, quando tu stai allungando la gamba per toccare finalmente la terraferma. Altri hanno raggiunto l’illuminazione e compreso il significato della vita; ciò li ha portati a dedurre che il primo centimetro quadrato di pavimento dopo le scale mobili sia un gran bel posto per sostare, fare salotto e magari tenere un picnic, ignorando il fatto che i poveri cristi che arrivano da dietro non abbiano molta scelta sulla direzione in cui dirigersi in quel fatidico frangente.
Tutti hanno una cosa in comune: rischiano di dare vita a scene in perfetto stile Benny Hill e di renderne te l’involontario protagonista.

8 – I soggetti che si vantano senza alcun motivo
A questo proposito vedasi anche la definizione di “eroismo a babbo di minchia”, che costituisce parte fondamentale del punto qui affrontato, ma che purtroppo non ne determina il confine.
Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare: persone vantarsi di parlare cinque lingue senza riuscire a mettere in piedi un discorso sensato in nessuna di esse; gente che “Io lavoro in banca!” e che in banca fa le pulizie.
Capisco che tutto questo in genere sia il prodotto di tanta insicurezza, ma non ne capirò mai la concreta utilità; probabilmente perché non ne ha una.

7 – Il leopardato
Dopo gli anni ottanta speravamo di essercene liberati, e invece no.
Il leopardato è una di quelle cose che tollero solo per scherzo. Posseggo un mouse leopardato e tempo fa avevo un paio di ciabatte leopardate. Fin quando si tratta di trovate goliardiche va tutto bene, ma al di là di questo, io proporrei un referendum per inserirlo fra le violazioni dei diritti dell’uomo.

“Porcoddue, ma non lo vedi che pari zia Assunta?”

6 – La puzza
In particolar modo quella emanata da esseri umani che avrebbero tutte le possibilità e – diciamolo – tutto il dovere di lavarsi, ma si ostinano a non farlo.

“Porcoddue, ma non ti rendi conto di essere fra i maggiori coadiuvanti dell’effetto serra?”

5 – Le faccende domestiche
Non è importante quanto accuratamente tu le svolga, dovrai sempre e comunque occupartene nuovamente, sprecando tempo prezioso che potresti dedicare ai tuoi hobby, ai tuoi cari, o semplicemente alla tua passione per le funzioni vegetative.
Lavare i piatti, riordinare e  pulire casa, cucinare… Ancora, ancora e ancora. Finché morte o vincita alla lotteria non vi separi.

4 – I diversi a tutti i costi
Quelli i cui status facebook riguardano esclusivamente la loro presunta emarginazione. Ovviamente, in realtà, l’unica cosa a differenziarli dall’esere umano medio è il fatto di essere infinitamente più noiosi.

“Voi ridete di me perché io sono diverso, ma io rido di voi perché siete tutti uguali”.
“No tesoro, noi ridiamo di te perché ancora non hai compreso che c’importa sega”.

3 – I centri commerciali
Io sono donna, mi sento donna e adoro la femminilità, ma quando entro in un centro commerciale mi trasformo in un uomo.
Il mio unico pensiero è: prendere ciò che mi serve, pagare e uscire nel minor tempo possibile.
Detesto l’insulsa musica di sottofondo, quando c’è. Detesto la gente che spinge e che non è capace di chiedere permesso. Detesto l’aria condizionata, che riesce ad essere sempre troppo calda d’inverno e troppo fredda d’estate. Detesto avere intorno un mucchio di persone completamente rimbambite, che vagano per la struttura con occhi vuoti che si spostano da un articolo all’altro, completamente dimentiche della ragione per cui si trovano lì; un limbo dantesco e capitalistico.
Un’amica che mi chiede di accompagnarla al centro commerciale mi lascia stupita e sgomenta, esattamente come se qualcuno col sorriso sulle labbra mi guardasse domandando: “Sto andando a farmi cavare un dente; ti va di venire a fartene cavare uno anche tu? Dai! Oggi ci sono gli sconti!”.

2- La xenofobia
Con gli xenofobi davvero non ce la posso fare. Sono giusti loro, col loro colore di pelle, col loro credo, col loro orientamento sessuale, nel luogo in cui sono nati, e tutto il resto è sbagliato. Ignorano il fatto che ognuno dei fattori che ho appena menzionato sia puramente casuale, e che probabilmente le suddette caratteristiche vengano attribuite agli esseri umani non molto diversamente da come accade nel finale di Fantozzi Va in Paradiso, in cui il mitico ragionier Ugo si ritrova a definire i termini della sua prossima reincarnazione attraverso una sorta di roulette/ruota della fortuna. Forti di questa ignoranza e di immotivato orgoglio per cose di cui non hanno alcun merito, vivono la propria vita secondo una logica ben sintetizzata da Alberto Sordi: “Io so’ io, e voi non siete un cazzo”.

1-L’analfabetismo funzionale
Un superpotere di cui spesso gli xenofobi sono dotati, ma che purtroppo è stato distribuito anche a molti altri individui.
L’analfabetismo funzionale è la capacità di leggere non correlata ad una reale competenza in ambito di comprensione del testo.
In altre parole: gli analfabeti funzionali non capiscono un cazzo.
L’avvento dei social network ha reso evidente questa realtà preoccupante, triste e svilente, e ci ha portati a scoprire che anche alcuni dei nostri conoscenti sono passati al lato oscuro, o forse hanno sempre militato fra le sue file a nostra insaputa.
Mi è capitato di discutere con un’interlocutrice che prima d’allora m’era parsa una persona abbastanza intelligente. In quella circostanza sosteneva una tesi opposta alla mia, portando come prova a sostegno delle sue convinzioni uno degli argomenti più schiaccianti nella storia della dialettica: “Il mio ragazzo mi ha detto così, dunque deve essere vero”.
Le ho fatto notare che wikipedia invece era d’accordo con me; per tutta risposta lei mi ha scritto che wikipedia può essere modificata da chiunque e mi ha inviato un link ad un sito che trattava nello specifico l’argomento di cui stavamo discutendo, evidentemente sperando che questo m’avrebbe convinta della correttezza di quanto da lei affermato. Nel momento in cui l’ho aperto, credo di essere diventata verde di rabbia: la primissima frase della pagina, in alto, in evidenza, a caratteri cubitali, recitava parola per parola ciò che io sostenevo.
Da quel momento, naturalmente, nel mio cuore è morto qualunque sentimento di amicizia nei confronti di quella ragazza, ed insieme ad esso un altro frammento della mia fiducia nel genere umano.

0 – Le donne gne gne gne
In posizione zero, al di sopra del podio, come bonus, una categoria umana che mi fa perdere le staffe come niente altro al mondo: le donne inutili.
Sono frivole al punto da far sembrare un numero di Vanity Fair la Divina Commedia; a sentirle parlare ti dimentichi la tabellina del due. Sono caratterizzate da incompetenza cronica e svogliatezza riguardo a qualunque cosa; non hanno mai letto un libro se non una volta, nell’82, per fingersi intelligenti davanti al tizio che speravano di accalappiare. Il suddetto tizio è cascato nella trappola, e loro adesso passano la vita ad impestargli la bacheca facebook di foto di gattini ed altre amenità. Guardano i reality show, perché non hanno un hobby né uno scopo nella vita, e per mantenersi coerenti con l’essenza del proprio essere non possono utilizzare il tempo libero in maniera costruttiva. Annoiano gli uomini parlando loro di rossetti e smalti o sputando cattiverie su altre donne, spesso colpevoli di non essere altrettanto insignificanti.
Si preoccupano solo delle apparenze e mai dei contenuti; vedono il sesso come un favore da fare di malavoglia ai maschi; sono solo le figlie, le sorelle o la fidanzate di qualcuno, e se mai diventeranno madri sarà perché è giunta l’età in cui se non hai un figlio ci fai un po’ la figura della sfigata. Le donne gne gne gne sono coloro che in due o tre decenni di vita riescono a buttare nel cesso secoli di dura lotta per l’emancipazione femminile.
Beh, dai, alla fine, tutto sommato, un talento ce l’hanno.