May 4

Heaven

13 Agosto 2012
I know,
you don’t believe in Heaven.
You’re not going to trust me
if I say his soul
has flown.
Like snow,
your tears are going to fall:
sparkling diamonds in the night
of the world.

You’ll find your Heaven there
in memories
old pictures will become
a melody.
You’ll find your Heaven there
understanding
life is not forever
but its signs are.

I know,
you don’t believe in Heaven
but you have to trust me
if I say we can
leave now.
Like snow,
our joy is going to fall:
sparkling beauty in the night,
you’re not alone.

You’ll find your Heaven there
in memories
old pictures will become
a melody.
You’ll find your Heaven there
understanding
life is not forever
but its signs are.

You would never believe
how empty I can feel
when it’s abut your pain:
no blood in my veins.
I’ve been through the hell
you’re facing right now,
that’s why I’ll take your hand
and help you to walk out.

You’ll find your Heaven there
in memories
old pictures will become
a melody.
You’ll find your Heaven there
understanding
life is not forever
but its signs are.

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May 4

“Adotta un Artista a Distanza”

7 Aprile 2012
“Ogni anno centinaia di artisti vengono maltrattati, le loro speranze ridotte in fin di vita. Di’ “Basta!” a tutto questo: adotta un artista a distanza”.
– La Mia Idiozia, Delia Tannino-

Il mondo sarà sempre irrimediabilmente in debito con gli artisti, non tanto per via di ciò che gli artisti gli donano, quanto per la bastardaggine che il mondo è in grado di tirar fuori.
Qualche esempio?

Oscar Wilde sbattuto in prigione e ridotto in miseria;
Michael Jackson, recentemente “beatificato”, ma apostrofato dalla stragrande maggioranza dei non-fan come “pedofilo di merda” fino al 24 Giugno 2009;
Charlie Chaplin, esiliato dagli Stati Uniti con l’accusa di essere un comunista;
Friederich Nietzsche, predicatore dell’importanza della volontà dell’uomo, la cui faccia venne usata dai nazisti, intenzionati a far la figura degli intellettuali. In genere viene definito “filosofo”, ma serve anche dell’altro per scrivere qualcosa di simile a Così Parlò Zarathustra;
Mina, esiliata per un periodo dalla Televisione di Stato italiana perché incinta e non sposata.

Ma potrei andare avanti citando molte, moltissime persone a cui semplicemente non viene dato quanto spetta.
Fra gli altri c’è Shel Shapiro.
“Chi?” si chiederanno alcuni miei (in questo caso sfortunati) coetanei.
Shel Shapiro, figlioli. Uno che ha portato il rock in Italia, ha lavorato con personcine da niente, tipo Mia Martini e, quando è stato il momento, invece di restare sul palco a scimmiottare se stesso – come molti cosplayer d’epoca le cui performance ci vengono appioppate nei salotti domenicali – ha avuto l’onestà di proseguire dietro le quinte, svolgendo il proprio mestiere a regola d’arte.
Da qualche anno è tornato sulle scene e la sua grinta non lascia spazio a dubbi: l’ha fatto per autentica passione. Eppure i media gli dedicano davvero troppo poco spazio; ricordo una sua intervista in cui faceva notare di aver solo pochi anni in più di Vasco Rossi.
Il problema, probabilmente, è che Shel è un ribelle vero, mai ricorso ad espedienti come un intero videoclip con un culo come soggetto.

Un altro nome che inevitabilmente mi viene in mente (Non per via del sopracitato culo, giuro!) è quello di Daniele Fabbri, giovane comico di straordinario talento, abbastanza folle da mettere in scena uno spettacolo sul Gruppo Bilderberg (quando ancora non faceva così figo parlarne) invece di scagliarsi contro le suocere.
Ma la prima serata di questi tempi è per chi “gioca a fare la rivoluzione, e non è nemmeno capace [cit]“.

La verità è che, famosi o meno, gli artisti hanno sempre bisogno di essere adottati, e “sostenere” non significa solo riempirsi la bocca di complimenti, ma darci dentro col passaparola ed essere disposti a spendere dieci euro per un biglietto, per un disco o per un libro piuttosto che in Gratta e Vinci.