May 4

Seri Dubbi

2 Maggio 2011
Notte inoltrata, inoltrata tanto da essere quasi mattina; accendo la televisione ed inizio a fare zapping fin quando non capito su La7. Sta andando in onda In Omnibus, il dibattito ha come temi “Libia, Lega, Nucleare”.
“Bene, stiamo un po’ a sentire che dicono.”
Fra gli ospiti in studio Gasparri, Fioroni ed un esponente della Lega Nord di cui mi sfugge il nome (ma non me ne vergogno: credo sfugga anche a lui).
L’Innominato si lancia in un discorso che recita più o meno così:
“Questo è quello che ha detto Bossi, la posizione del partito al momento è questa, quindi questo è quello che sostengo adesso; se poi Bossi domani dovesse dire il contrario io sosterrei il contrario. Se Bossi dovesse dire che questa giacca è bianca (La giacca da lui indossata è grigio scuro. ndD), io direi che questa giacca è bianca, perché io sono della Lega Nord e se sono qui è grazie alla Lega! Ventuno anni di volantinaggio e di attaccare i manifesti me lo hanno insegnato!”
E qui mi sorgono principalmente due seri dubbi:
1-E io che cazzo ti pago a fare?
Per carità, viva la sincerità; almeno tu a differenza di altri ammetti di seguire ciecamente chi sta a capo del partito. Ma se di base il tuo pensiero non conta una beneamata, fai semplicemente da altoparlante umano a Bossi e la tua rilevanza politica è pari a quella di quando facevi volantinaggio e attaccavi i manifesti, per quale ragione devo metterti in mano millemila euro al mese e non 20 al giorno?
2-Di che ti vanti?
A prescindere dal personale orientamento politico, ammettere di ripetere a pappagallo qualunque cosa dica qualcuno, dovrebbe far provare vergogna a qualsiasi essere umano degno di essere ritenuto tale.

Insieme ai due seri dubbi arriva però anche una rinnovata certezza: l’Italia è un Paese profondamente mafioso.
“Ho fatto carriera grazie a X, quindi eternamente seguirò X dovunque mi conduca” è infatti un ragionamento strettamente mafioso, ed il fatto che a farlo sia un esponente di uno dei partiti che costituiscono la maggioranza dovrebbe far riflettere.
Ma in realtà non c’è bisogno di ascoltare un politico per accorgersene, basta guardarsi intorno e prestare attenzione alle piccole cose che compongono la quotidianità. Non mi lancerò in una commovente, inutile ed omertosa condanna alle istituzioni mafiose; preferisco limitarmi ad un semplicissimo invito: smettiamola. Ognuno di noi cerchi di uscire da questa ottusa logica dei favori e delle conoscenze e cerchi di arrivare a ciò che vuole per le proprie capacità; non raccontiamoci che a “noi buoni” serve una spinta per rimetterci alla pari con il resto del mondo, brutto cattivo e disonesto, perché le scuse Moggi style non portano da nessuna parte.